Emozioni riflesse allo specchio.

“Non uscirete di qui prima che v’abbia messo davanti uno specchio in cui vi vedrete fino in fondo all’anima.” Amleto, W.Shakespeare Sembra essere convinzione condivisa che il riflesso, l’immagine capovolta che ci restituisce lo specchio, non sia esattamente la riproduzione oggettiva della realtà e che dentro l’argento lucidato si possano costruire possibilità diverse dal reale.Magia…

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Dove è quando

Seconda stagione estiva dell’era pandemica. Sempre più spesso è possibile intercettare conversazioni in cui alla domanda “dove?” viene risposto un “quando”.Sembra immediato, ormai assimilato, una conseguenza ovvia: dove è quando.Lo si deduce dallo scambio di poche battute tra conoscenti, per strada, davanti alle scuole, nei corridoi ancora semi frequentati degli uffici. Ne parlano i pazienti a…

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Sessualità, via regia

Ho appreso con un certo sconcerto la storia di diversi percorsi analitici di colleghi e amici, magari anche lunghi nel tempo, dove non è stata fatta menzione della sessualità. Contro ogni stereotipo sulla psicoanalisi che la vuole erroneamente pansessualista, questi racconti parlano di un’esperienza di rimozione importante di questo aspetto della vita dalla relazione terapeutica. Condivido l’ipotesi e la metodologia secondo la quale si lavora sempre su ciò che porta in colloquio chi decide di lavorare con me e non su ciò che qualche teoria reputa importante esplorare a prescindere dalla relazione che si va organizzando. Fin dai primi colloqui vale la pena ascoltare e farsi orientare dall’altro, lontano da qualunque logica anamnestica, nell’ipotesi che lui/lei sappia più di chiunque altro perché è lì davanti a te.

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Una mamma lo sa…o forse no

Perché parlare di maternità? Molte sono le parole spese e tutti sembrano avere da dire qualcosa di significativo su questa esperienza umana.
Potremmo dire che ci sono molte madri. Tutti abbiamo almeno una madre, sia essa reale o simbolica, presente o assente, di sangue o adottiva. Inoltre, ogni donna prima o poi si confronta – obtorto collo – con una riflessione sul tema. C’è da dire che chi scrive è di recente diventata madre e questo evento, dato il mestiere che facciamo, è un’altra opportunità per interrogare se stesse e la cultura nella quale siamo immerse, condizioni queste imprescindibili per capirci qualcosa della relazione con l’altro. Non da ultimo lavoriamo con donne che si confrontano con la complessità della maternità e che desiderano esplorare quanto stanno vivendo.

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Quale Donna Fase 2

Giugno 2020
Il calendario editoriale di ComeQuando appunti di psicoanalisi avrebbe dovuto vestirsi del suo sesto tema.
Invece una pandemia e il Covid-19 hanno saturato così tanto lo spazio respirabile, da imporre un ripensamento dei nostri articoli, talvolta una pausa dalla loro stesura, imponendosi non solo nelle nostre pagine ma anche nei nostri pensieri.Nel mese di marzo a pochi giorni dall’inizio del lockdown iniziavamo ad introdurre il tema della donna, del femminile..

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Identità tra Social e Web. Cosa scelgo di rappresentare

Assistiamo oggi al proliferare di nuovi codici sociali all’interno del mondo web e dei social, che influenzano le nostre relazioni e il nostro comportamento sia nel mondo del web che quello al di fuori.
Siamo costantemente immersi nella cultura dei like, della reputazione online, della fake identity, dei follower, degli hashtag e dei selfie.
A gran velocità ci siamo ritrovati a muoverci nella nostra quotidianità seguendo nuovi organizzatori della relazione sociale. Sembrerebbe fantascientifico, come lo fu nel 1977 il primo capitolo della saga cinematografica Guerre Stellari, ma le regole che governano il cyberspazio hanno invaso il nostro mondo, non più per la lotta tra il bene e il male, ma tra il vero e il falso.
C’è chi li ama, c’è chi li odia, ma ai social nessuno resta indifferente.

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Maschi #nofilter

Chi fa il mio mestiere sa che la capacità di adattamento al contesto è un importante indicatore di salute e di qualità della vita.
Differentemente da quanto è diffuso nel senso comune, una certa forma di coerenza – quella forma di incorruttibilità dello spirito che ci fa dire di una persona che è “tutta d’un pezzo”- non è un pregio da esibire.
Penso che la capacità di mettere in gioco parti di noi differenti in contesti differenti è una preziosa forma di intelligenza e competenza sociale.
È importante ricordarlo quando ci viene voglia di spiegare a qualcuno come funzioniamo.

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Da cosa ti mascheri?

Febbraio, carnevale. Sfilate di maschere che giocano ad alternarsi in movenze ambigue e grottesche, attendiamo la primavera.
La maschera, come è noto, ha origini lontane.
Nel teatro greco, ad esempio, intorno al VI secolo a.C. , le maschere avevano i tratti del volto molto accentuati: addolorate e smostrate nei drammi e sformate e sorridenti nelle commedie. Servivano, da una parte, a rappresentare il carattere del personaggio attraverso la sua esagerazione così da essere visibili e udibili anche da lontano, dall’altra a nascondere l’individualità dell’attore, la sua persona ed i lineamenti del volto. Esibire ed occultare sono le due funzioni della maschera.

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