Dove è quando

Seconda stagione estiva dell’era pandemica. Sempre più spesso è possibile intercettare conversazioni in cui alla domanda “dove?” viene risposto un “quando”.Sembra immediato, ormai assimilato, una conseguenza ovvia: dove è quando.Lo si deduce dallo scambio di poche battute tra conoscenti, per strada, davanti alle scuole, nei corridoi ancora semi frequentati degli uffici. Ne parlano i pazienti a…

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Bambini ed Educazione di genere: che confusione il mondo degli stereotipi

Con educazione di genere si intende quel complesso processo di pratiche orientate a promuovere consapevolezza di genere e cultura della differenza, sia nei contesti formali (scuola, università), non formali (associazioni, famiglie, volontariato) e informali (mass media e social media). L’obiettivo è quello di mettere in discussione gli stereotipi di genere, i miti inerenti i ruoli sociali associati al genere, le rappresentazioni ed il valore affettivo delle differenze.

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Trasgressione è quando

Quando parliamo di trasgressione la prima posizione che si può assumere è quella di contestualizzarla all’epoca, alla società e alla cultura in cui viene pensata.
Al nostro tempo, il concetto di trasgressione sembra aver perso qualsiasi connotato negativo e, talvolta, di aver perso del tutto interesse. Non vi è trasgressione che non sia già stata agita e sperimentata.
La trasgressione puó custodire in sé la nostalgia di un passato in cui agirla ha significato sentirsi liberi di sovvertire e costruire nuovi modi per esprimersi.
Ho voluto trattare il tema della trasgressione perché incuriosita da alcuni stimoli che, messi insieme, mi hanno permesso di rintracciare questioni all’interno del mio lavoro come terapista

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Quale Sessualità

“Si deve ammettere che hanno ragione i poeti di scrivere di persone che amano senza sapere, o che sono incerte se amano, o che pensano di odiare quando effettivamente amano. Sembra, quindi, che le informazioni ricevute dalla nostra coscienza che riguardano la vita erotica siano particolarmente soggette all’incompletezza, lacunose o false”. S.Freud

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Quale Donna Fase 2

Giugno 2020
Il calendario editoriale di ComeQuando appunti di psicoanalisi avrebbe dovuto vestirsi del suo sesto tema.
Invece una pandemia e il Covid-19 hanno saturato così tanto lo spazio respirabile, da imporre un ripensamento dei nostri articoli, talvolta una pausa dalla loro stesura, imponendosi non solo nelle nostre pagine ma anche nei nostri pensieri.Nel mese di marzo a pochi giorni dall’inizio del lockdown iniziavamo ad introdurre il tema della donna, del femminile..

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Covid-19 Vs Affetti stabili

Covid-19, lockdown Italia,
marzo 2020 maggio 2020.
Due mesi di quarantena, distanziamento sociale e affettivo, la pandemia ha costretto e stretto i movimenti e gli spazi. Le convivenze sono diventate risorsa e alleanze contro la solitudine ma talvolta asfissia.
Le porte chiuse sull’esterno ci proteggono dal presente e ci tutelano il futuro.
Nel senso comune quando si parla di coppie si pensa subito alle relazioni d’amore, ma se stiamo sull’attualità “gli affetti stabili” sono anche quelle relazioni affettive più estese, fuori dalla famiglia, ma altrettanto familiari e importanti.

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Principesse senza mal d’amore

C’erano una volta le Principesse. Dagli abiti sbuffanti, vaporosi e lunghissimi.
Principesse rinchiuse, addormentate, nascoste, sfruttate nella propria casa, addomesticate all’attesa.
L’implicito è che, un giorno non lontano, conosceranno un principe che le sposerà e le porterà nel proprio castello dove vivranno felici e contente per tutta la loro vita.
Attesa, pazienza, noia e rapimento.
Sì, forse la parola rapimento sa di alquanto drammatico ma passatemi l’iperbole emozionale.
Le principesse di cui ci hanno letto fin da bambini non hanno alcun pregio o valore se non quello di attendere che arrivi un uomo a risolvere i problemi, a liberarle dal drago-matrigna-torre-sonno, per poi imporre loro di lasciare tutto per seguirlo until the end of time.

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Bambini Mascheriamoci! Il gioco simbolico e l’uso del travestimento nell’infanzia

Febbraio, mese freddo, mese corto, che sembra passare in un lampo, lasciandosi dietro qualche giornata di sole e un tappeto di briciole di carta: i coriandoli.
Sui marciapiedi, nei parchi, davanti alle scuole e nelle piazze si continuano a trovare per mesi, fino quasi all’estate questi trucioli colorati tondi o elicoidali che ci riportano alla mente bambini travestiti da pirati, principesse e maghi che corrono sotto una pioggia di carta colorata.
Il carnevale ogni anno propone, soprattutto ai più piccoli, il tema della maschera e la domanda dei grandi: da cosa ti vuoi mascherare?

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Da cosa ti mascheri?

Febbraio, carnevale. Sfilate di maschere che giocano ad alternarsi in movenze ambigue e grottesche, attendiamo la primavera.
La maschera, come è noto, ha origini lontane.
Nel teatro greco, ad esempio, intorno al VI secolo a.C. , le maschere avevano i tratti del volto molto accentuati: addolorate e smostrate nei drammi e sformate e sorridenti nelle commedie. Servivano, da una parte, a rappresentare il carattere del personaggio attraverso la sua esagerazione così da essere visibili e udibili anche da lontano, dall’altra a nascondere l’individualità dell’attore, la sua persona ed i lineamenti del volto. Esibire ed occultare sono le due funzioni della maschera.

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