Sessualità, via regia

Ho appreso con un certo sconcerto la storia di diversi percorsi analitici di colleghi e amici, magari anche lunghi nel tempo, dove non è stata fatta menzione della sessualità. Contro ogni stereotipo sulla psicoanalisi che la vuole erroneamente pansessualista, questi racconti parlano di un’esperienza di rimozione importante di questo aspetto della vita dalla relazione terapeutica. Condivido l’ipotesi e la metodologia secondo la quale si lavora sempre su ciò che porta in colloquio chi decide di lavorare con me e non su ciò che qualche teoria reputa importante esplorare a prescindere dalla relazione che si va organizzando. Fin dai primi colloqui vale la pena ascoltare e farsi orientare dall’altro, lontano da qualunque logica anamnestica, nell’ipotesi che lui/lei sappia più di chiunque altro perché è lì davanti a te.

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Trasgressione è quando

Quando parliamo di trasgressione la prima posizione che si può assumere è quella di contestualizzarla all’epoca, alla società e alla cultura in cui viene pensata.
Al nostro tempo, il concetto di trasgressione sembra aver perso qualsiasi connotato negativo e, talvolta, di aver perso del tutto interesse. Non vi è trasgressione che non sia già stata agita e sperimentata.
La trasgressione puó custodire in sé la nostalgia di un passato in cui agirla ha significato sentirsi liberi di sovvertire e costruire nuovi modi per esprimersi.
Ho voluto trattare il tema della trasgressione perché incuriosita da alcuni stimoli che, messi insieme, mi hanno permesso di rintracciare questioni all’interno del mio lavoro come terapista

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Quale Sessualità

“Si deve ammettere che hanno ragione i poeti di scrivere di persone che amano senza sapere, o che sono incerte se amano, o che pensano di odiare quando effettivamente amano. Sembra, quindi, che le informazioni ricevute dalla nostra coscienza che riguardano la vita erotica siano particolarmente soggette all’incompletezza, lacunose o false”. S.Freud

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Una mamma lo sa…o forse no

Perché parlare di maternità? Molte sono le parole spese e tutti sembrano avere da dire qualcosa di significativo su questa esperienza umana.
Potremmo dire che ci sono molte madri. Tutti abbiamo almeno una madre, sia essa reale o simbolica, presente o assente, di sangue o adottiva. Inoltre, ogni donna prima o poi si confronta – obtorto collo – con una riflessione sul tema. C’è da dire che chi scrive è di recente diventata madre e questo evento, dato il mestiere che facciamo, è un’altra opportunità per interrogare se stesse e la cultura nella quale siamo immerse, condizioni queste imprescindibili per capirci qualcosa della relazione con l’altro. Non da ultimo lavoriamo con donne che si confrontano con la complessità della maternità e che desiderano esplorare quanto stanno vivendo.

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Storie funambole: donne lavoratrici in un tempo sospeso

“Era la sera del 9 marzo 2020. Mentre preparavo la cena in cucina, i miei figli gridano: mamma, mamma! Si ferma tutto. Sul tavolo una lista di cose da fare, io che non ho mai amato le liste della spesa, quel giorno ne avevo una. Da quel momento è stato come camminare sopra ad un filo cercando di tenere tutto dentro le mie mani”.
Inizia così la quarantena di una mamma, con una lista di cose da fare e la paura di cadere.

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Quale Donna Fase 2

Giugno 2020
Il calendario editoriale di ComeQuando appunti di psicoanalisi avrebbe dovuto vestirsi del suo sesto tema.
Invece una pandemia e il Covid-19 hanno saturato così tanto lo spazio respirabile, da imporre un ripensamento dei nostri articoli, talvolta una pausa dalla loro stesura, imponendosi non solo nelle nostre pagine ma anche nei nostri pensieri.Nel mese di marzo a pochi giorni dall’inizio del lockdown iniziavamo ad introdurre il tema della donna, del femminile..

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Coppie, crisi e lockdown

Questo mese parliamo di coppie, di vita insieme, di convivenze volute e convivenze forzate.
Siamo da poco entrati nella Fase 2, dopo due lunghi mesi di quarantena casalinga a causa della pandemia da Covid-19.
Siamo esausti, ma anche speranzosi di ricominciare a dare un esterno fisico alle nostre vite fino ad oggi confinate nelle mura domestiche.
In questi mesi il lavoro dello psicologo si è spostato dallo studio privato ai colloqui online.
Come un ospiti in punta di piedi, i pazienti ci hanno aperto le porte di casa loro. Sfondi di cucine, salotti, camere da letto e, a volte, anche macchine colorivano l’atmosfera dei nostri incontri.

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Covid-19 Vs Affetti stabili

Covid-19, lockdown Italia,
marzo 2020 maggio 2020.
Due mesi di quarantena, distanziamento sociale e affettivo, la pandemia ha costretto e stretto i movimenti e gli spazi. Le convivenze sono diventate risorsa e alleanze contro la solitudine ma talvolta asfissia.
Le porte chiuse sull’esterno ci proteggono dal presente e ci tutelano il futuro.
Nel senso comune quando si parla di coppie si pensa subito alle relazioni d’amore, ma se stiamo sull’attualità “gli affetti stabili” sono anche quelle relazioni affettive più estese, fuori dalla famiglia, ma altrettanto familiari e importanti.

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Uno, Due, Tre: coppie e quarantena

Il confinamento domestico ci ha messo di fronte ad un’ovvietà: “Stiamo insieme”. Ce lo diceva in una riunione la nostra Carolina Host pensando ai vissuti di alcune coppie durante la quarantena.
La straordinarietà di quello che stiamo vivendo e le misure di controllo della diffusione del covid-19 ci confrontano anche con altre domande circa la natura delle relazioni: ma stiamo insieme? Siamo sufficientemente congiunti e stabili da trattare il nostro desiderio di rapporto come necessità?Decidiamo questo mese di occuparci di queste ovvietà e di queste domande così spesso presenti nelle nostre stanze virtuali di psicoterapia.

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Principesse senza mal d’amore

C’erano una volta le Principesse. Dagli abiti sbuffanti, vaporosi e lunghissimi.
Principesse rinchiuse, addormentate, nascoste, sfruttate nella propria casa, addomesticate all’attesa.
L’implicito è che, un giorno non lontano, conosceranno un principe che le sposerà e le porterà nel proprio castello dove vivranno felici e contente per tutta la loro vita.
Attesa, pazienza, noia e rapimento.
Sì, forse la parola rapimento sa di alquanto drammatico ma passatemi l’iperbole emozionale.
Le principesse di cui ci hanno letto fin da bambini non hanno alcun pregio o valore se non quello di attendere che arrivi un uomo a risolvere i problemi, a liberarle dal drago-matrigna-torre-sonno, per poi imporre loro di lasciare tutto per seguirlo until the end of time.

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